MAXPOTTER E LA DURA LEGGE DEL JET INCURVATO
Vengo invitato alla laurea di un mio amico, Benicio, uomo bello, adorabile, superdotato.Pare che il suo pisello abbia la forma di un jet leggermente incuravato verso il basso. La variegata umanità presente all' incoronazione dell' ingegnere non è variegata affatto, si tratta per un buon novanta per cento di cagoni e tiraioli del cazzo, il resto siamo io e Giorgio, vestiti alla spera in dio e non propriamente puliti, gli unici in jeans comunque. Vengo immediatamente attratto da una mora vestita tutta in pelle come la moglie di himmler, non mi saluta nemmeno ma le parlo per dieci minuti buoni mentre Jo attacca il lauto buffet con avidità. Benico si avvicina e mi tocca il culo alla valàchevabene, io gli sparo tre metri di lingua nell'orecchio, tanto per dare l'idea di uno che ha una mentalità aperta, Jo continua a mangiare, Ben si porta via la nazi, si dirige verso i cessi, li seguo, si chiudono dentro al bagno delle donne, dopo trenta secondi sento mugolare, dopo quarantacinque rantolare, dopo sessanta escono con aria soddisfatta, la dura legge del jet incurvato. Nel patio noto una rossa lentigginosa, tettona e raffinata, mi avvicino con aria chegevaresca atteggiandomi un po', dopo le presentazioni continuo ad atteggiarmi fissandola negli occhi senza parlare, lei mi investe con un miliardo di parole e discorsi deliranti, ha un alito che ucciderebbe una mandria di buoi ma ci sto dentro abbastanza tranquillamente, Jo è passato al vino, arriva Ben, mi tasta con affetto le palle, io gli do una ripassata dietro il collo, prende per mano la logorroica fiato di fogna e si infrattano in uno stanzino dietro il bancone della trattoria che ci ospita, dopo dieci secondi sento urlare frasi indicibili, dopo quindici nemmeno un fruscio, dopo venticinque escono con aria soddisfatta, un record, la dura legge del jet incurvato. Jo si è addormentato sul tavolino attiguo ai cessi. Vengo rimorchiato da un biondino palesemente gay, niente male, è abbastanza femminile e curato, penso che si può fare, ma appena passsa Ben mi molla lì con i miei discorsi sulla bisessualità, entrano dentro la volvo di Giorgio che, nel frattempo, si è svegliato e si è messo a ballare sui tavolini per attirare l'attenzione. Mi avvicino con fare vouieristico, dopo tre secondi sento ragliare, dopo dieci li vedo uscire con aria soddisfatta, il biondino trascinando leggermente la gamba sinistra. La dura legge del jet incurvato. Benicio mi guarda con fare intrigante, credo tocchi a me, dopo meno di un secondo scatto velocissimamente verso Jo che brinda con una entreneuse malese, lo afferro, lui intuisce, dopo venti siamo al sicuro dentro alla banca di credito cooperativo, dopo sei ore usciamo e Ben, per fortuna, se n'è andato.Jo mi ha chiesto di sposarlo, probabilmente accetterò, tanto con il sesso, ormai, abbiamo chiuso, la dura legge del jet incurvato.
PRIMI GIORNI D'AUTUNNO
Senti qui che non va bene, non ti interessa, non cambi mai, sterile d'affetto, di voglie, incapace di pensare, di parlare, di chiedere quello che ti è dovuto, incline al fallimento, amante della nutella e del pianto al cioccolato, sobrio ubriacone sentimentale, spegni lo sguardo, tappa le orecchie, e guarda, e ascolta, l'impulso di andare via di cuore, non spararti in testa ogni mattina, non chiedere alla ragione, prendi fuoco e resta acceso, per sempre.