QUALSIASI COSA PASSA PER LA MIA TESTA PASSA PER LA TESTA DI TUTTI,TELEPATIA?
Giorgio sbatacchiava colpi di tosse bramando acqua dal cielo o, in alternativa, un gavettone ghiacciato sul testone glabro. Era bello quel mattino. I suoi occhi color topo, spalancati addosso ai muri pisciati di via Mercatovecchio, erano quasi affascinanti, si intuivano alcune ciocche di capelli sfibrati che ingombravano un piccolo dettaglio dell'enorme pelatone traslucido del tombeur des femmes di piazzale D'Annunzio. Aspettava il passaggio di Nadia, che però, nel frattempo, si era puttanescamente intrattenuta in una inutile conversazione con Mattia, fratello del calamaro, ormai relegato al ruolo di semplice e patetica comparsa. Giorgio controllava continuamente l'orologio del suo cellulare Nokia, per l'acquisto del quale era stato selvaggiamente inculato da due fratelli calabresi che l'avevano spacciato per un modello innovativo ricaricando sul prezzo in maniera spropositata. Non aveva nemmeno i tasti dei numeri e gli avevano detto che questo era il progresso, ma lui non si scompose e pagò in silenzio. Tardava ad arrivare. Non avevano un vero e proprio appuntamento, lui si metteva lì e aspettava di scroccarle un saluto che arrivava a giorni alterni in base a bioritmi e cicli mestruali, e ogni volta lui si illudeva e tornava a casa sgambettando felice ai limiti della stupidità, tutto preso da pensieri erotici che avrebbe soddisfatto dentro il cesso del giardino, armando una verace pugnetta svelta. Quel mattino non sarebbe passata più, lui lo sapeva, e la seconda opzione abbatti noia era un messaggino al Potter dove si chiedeva, con umiltà quasi fastidiosa, un incontro al vertice presso l'osteria "la polse" accompagnati da uno spuntino bruschettaro bagnato dal solito merdoso rosso petrolifero da ottanta centesimi. Non ebbe risposta, perchè esattamente in quell'istante, a casa del Talpa, si stava progettando una rapina al Credito delle Cooperative Calamare, nient'altre che poche persone avvezze all'uso di droghe leggere che immaginavano di poter spendere milioni di euro in orge con fighe spaventose, incuranti del fatto che l'ideatore del piano non era altro che il maggiore Leonardo le Gregoire in persona, ma questo non li intimidiva affatto. Il Lungo stava seduto sotto una grondaia senza dire una parola.
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maxpotter alle ore 14:38 |
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