QUALSIASI COSA PASSA PER LA MIA TESTA PASSA PER LA TESTA DI TUTTI,TELEPATIA?
La mia vita è fatta di una parola sola, addio. Sono come una stazione ferroviaria, ferma, che rifocilla i treni di passaggio che poi salutano e se ne vanno. A volte mi rifanno la facciata, ma resto uguale a sempre, i muri sono quelli. Ho sbagliato , spesso, quando dovevo aiutarmi con il cuore ho lasciato fare al cervello, io, che sono sempre stato capace di perdonare, mi ritrovo con i pensieri inaciditi dal dolore e dal rimpianto. Avrei dovuto, si, avrei dovuto essere più dolce, fermarmi a costruire un rapporto, dare fiducia, meritarmela, avrei dovuto, certo, e invece ho solo distrutto quel poco che avevo. Inseguo l'amore sempre, mi sfugge sempre, rimango solo, sempre, con il rimorso di un momento che avrei potuto vivere diversamente, fissando sublimi istanti disarmanti che non ritornano più, mai più. E il tempo passa, e passano gli addii, mai uguali, addio vuol dire addio, vuol dire fine, addio è basta. Cercare di riparare non è mai facile, di solito impossibile, quando un treno parte, parte, puoi solo accarezzare gli ultimi vagoni di coda con le lacrime agli occhi, puoi solo annusare l'aria e cercare di respirare forte, cercando una via di fuga che non trovi mai. Sono stanco, stanco di sognare e di non vivere, stanco di non provare quelle emozioni che, lo dimentico sempre, non sono dovute, stanco di provare a conquistare immeritati istanti di serenità, stanco di odiare me stesso per quello che sono e per quello che ho fatto, per quelle parole mai dette che avrei voluto dire, per quelle parole parlate inutilmente che non volevano dire nulla, o tutto, solo parole senza nessun domani. Eppure bisogna vivere, fare un tentativo almeno, cercare quella luce affievolita dal tempo e dalla sofferenza, ma non la trovo più, rimango a letto e non mi alzo più, non ci sono più, e vorrei avere un respiro diverso privo di affanni, vorrei provare a dire basta, a dire addio, addio a me, che non voglio più stare qui a vedere treni che passano, e passano, vecchia stazione che sta per crollare, piena di crepe, con le finestre rotte dalle bufere e le colonne avvilite e ammuffite dall'umidità di queste pioggie che non cessano mai.
Scritto da:
maxpotter alle ore 13:28 |
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