QUALSIASI COSA PASSA PER LA MIA TESTA PASSA PER LA TESTA DI TUTTI,TELEPATIA?
Lo trovavo spesso nei cessi durante l'ora di chimica, si fumava un po' d'erba, lui amava Bukowski, io Calvino , però mi piaceva. Qualche volta ci siamo sbronzati assieme, parlava poco ma era intelligente, sensibile, non era difficile capire che prima o poi gli sarebbe successo qualcosa, che prima o poi la sua fragilità avrebbe preso il sopravvento e che il cervello non sarebbe più tornato indietro da qualche viaggio acido. Accadde una mattina davanti a un caffè nel bar più snob del centro storico, aveva caldo e si spogliò, quasi del tutto, lo accompagnai al centro di sanità mentale in macchina,il primo di centinaia di altri viaggi ,l'unico che ricordi la mia presenza. Era d'autunno, mi pare, qualche anno dopo, mi fermò alla stazione e non lo riconobbi per dieci minuti, rincoglionito com'era da tonnellate di psicofarmaci e gonfio come Oliver Hardy, mi disse di Pan e dei folletti, mi chiese di andare quella notte con lui, io ci andai. L'ingresso dell' ex ospedale psichiatrico metteva tristezza, lui scese dalla finestra del primo piano che sembrava un bradipo, lo trascinai verso la mia Renault 4 ma lui mi bloccò il braccio, bisognava visitare la cucina per rubare il latte da portare nei boschi, un furto da idioti, ma sapevo che niente avrebbe fatto cambiare idea a quel cazzone. Mi feci male alla mano rompendo il vetro, lui rise senza denti, pretese di farsi un caffè mentre sentivo passi ovunque, e infatti ci beccarono,io, lui, un litro di latte per i folletti, uno per mia nonna già che c'ero. L'infermiere era vecchio, stanco e ciccione, rinunciò all'inseguimento e non riuscì nemmeno a prendere il numero di targa. Mi ero portato dietro "Obscured by Clouds" dei Pink Floyd perchè sapevo che sarebbe stato contento e non avrebbe rotto i coglioni, e con il mangianastri in piena crisi wow and flutter l'atmosfera psichedelica assunse toni epici spegnendo le bestemmie e i vaffanculo al manicomio. Un'ora dopo eravamo al buio, dentro al bosco Romagno,distesi accanto a un cespuglio, lui si incazzava perchè io fumavo, dovevo stare zitto e aspettare che quegli stronzi di folletti arrivassero a prenedere quel cartone torvis piantato a dieci metri da noi.L'unica cosa alcolica che avevo trovato a casa era una bottiglia di crema marsala, lui era talmente concentrato che non si accorse più di me e del fatto che mi stessi ubriacando di quella roba dolciastra, poi un fruscio e le sue parole addosso al niente, e mi sembrava di sentire delle voci, e mi addormentai. E mi svegliai da solo che c'era la luce, e la mia macchina era sparita, e camminai per chilometri fino a quando un contadino non mi accompagnò a casa, e c'era il maresciallo dei carabinieri sulla porta che parlava con mia nonna che piangeva, e mi disse che ero un cretino, e gli chiesi dov'era Leo, e lui non mi rispose,e non disse più nulla, e se ne andò.
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maxpotter alle ore 15:46 |
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