Se ne stava lì, seduto, con le gambe incrociate, la barba folta e curata, i capelli bianchi, lunghi, spettinati lievemente dal tiepido vento primaverile, un sorriso largo sotto il naso ingobbito e lungo, gli occhi marroni, malinconici e divertiti, curiosi, la camicia azzurra stirata, un completo grigio scuro Pal Zileri quattro bottoni liso nei risvolti, delle Converse bianche di pelle scucite ai lati, un buon odore da pensione Les Invalides, quella al 129 di rue de Grenelle, si slega dall' asfalto e si dirige verso la Torre Eiffel, la supera camminando fino al Campo di Marte, si stende sul prato curato e verde, di fianco a una famiglia di turisti canadesi e a un gatto randagio bianco e nero, si addormenta dopo trenta secondi, muore dopo un minuto,con il sole in faccia e le suole sporche di merda.