CUPO
Se ieri qualcuno mi avesse chiesto come mi sentivo avrei risposto " cupo",proprio così,cupo,con le sopracciglia agrottate come tutti i cupi,le labbra cupamente serrate,i coglioni roteanti come cupissime ventole del nord dell'olanda,la camminata lenta e cupescamente meditabonda,cupo,anche dopo aver saputo del pareggio dell'inter,solitamente fonte di repentini stati di euforia filorgasmica,sono riuscito a riprendermi,nemmeno dopo che quella strafiga della mia vicina di casa ha ammiccato all' uscio del mio appartamento un "vieni a prendere una fetta di torta alle mele a casa mia che lo stronzo di mio marito è alla partita",con tanto di occhiolino e panoramica mozzafiato sul generoso decolletè che esibiva troiescamente a due centimetri dal mio enorme naso cupissimamente svogliato,ero solo una piccola e insignificante cupa cacchetta friulana di trentasette anni.Grazie al cielo oggi sto meglio,quella merda bastarda dell'avvocatessa racchia del piano di sopra è caduta dalle scale fratturandosi,pare,il malleolo,tutto questo proprio davanti ai miei piedi che,solo tre secondi prima,si stavano avviando a percorrere quel tragico sentiero mattutino che porta alla consapevole agonia del lunedì,e che solo tre secondi dopo rullavano il selciato gaiamente festanti in un sublime e simbiotico abbraccio con la vita.
