LA VERSIONE DI CARLO G. POETA SULLA MORTE DI CYRUS HILL
Pare che la notte della sua morte Cyrus Hill si trovasse in ospedale,strano per uno come lui,uno che odiava tutti i medici tranne uno,un suo amico d'infanzia,un cardiologo.
Pare che la notte della sua morte Cyrus Hill si sia addormentato beatamente verso le due,due e trenta del mattino,vestito.
Pare che la notte della sua morte Cyrus Hill stesse sognando e che parlasse nel sonno,almeno fino all'ingresso dell'infermiera di guardia,Mirna.
Pare che la notte della sua morte Cyrus Hill sia stato svegliato da un frastuono assordante,quello provocato dal fleboinciampo della bionda e formosa Mirna, detta Jessica la trita piselli,catapultata dalla foga del volo proprio sul letto ultramoderno del nostro canuto amico il quale,nient'affatto sorpreso dall'inaspettato dono del cielo,non ha potuto fare a meno di mettersi a ridere,sempre più forte,e ancora più forte,e di più,e ancora.
Pare che la notte della sua morte Cyrus Hill abbia sentito un fastidioso dolore al petto,proprio mentre stava ridendo,e che si sia coricato facendo finta di niente,e che si sia tolto gli occhiali spessi e che li abbia appoggiati sul comodino con fare gentile,e che non abbia suonato il campanello per paura di disturbare qualcuno,e che abbia chiuso gli occhi piano piano con in mente il dolce e giovane volto di Mirna,e che abbia immediatamente ripreso a sognare,e che non abbia ancora smesso,nemmeno ora,nemmeno in questo istante,e che lo farà per sempre.
